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21 maggio 2020

Cambiale agraria: esaurito il plafond

Quello che non avremmo mai voluto leggere!! Ma tant’è.

Questo è quanto riporta il sito dell’ISMEA:

Avviso all'utenza: chiuso il portale dedicato

Dalle ore 13 del 20 maggio 2020, considerato il numero delle domande convalidate, è stata disposta la chiusura del portale dedicato alla cambiale agraria e della pesca.

Tutte le domande ricevute saranno istruite secondo l'ordine cronologico di presentazione, risultante dalla casella di posta elettronica certificata ISMEA, fino ad esaurimento della dotazione di 30 milioni di euro.

Dopo infinite complicazioni, gli agricoltori avevano trovato un accettabile strumento in questa conosciuta ed infinita tempesta Covid 19. Una boccata di ossigeno importante.

La dotazione era apparsa subito esigua, ma si confidava, si sperava, che in caso di bisogno chi di dovere avrebbe provveduto, con rapidità e lungimiranza. Senza stop and go…Invece no, nulla.

Ed allora si dovrà ripartire con il conosciuto iter di “protesta”. Comunicati stampa, condivisone, urgenza, vediamo, verifichiamo… ed il tempo passa.

Che dire: ascoltateci, monitorate e ridiamo plafond a questo strumento, davvero utile e tangibile.

Per economia di lavoro, e per ridurre i tempi dell’auspicata nuova allocazione, ci permettiamo di suggerire di dirottare parte della dotazioni del fondo “centrale” visto che il settore primario non vi può ricorrere.

Per ultimo, ma non per ultimo: non è giusto che ci possano essere differenze di trattamento fra gli agricoltori. Siamo tutti di serie A.

Non è una misura per la quale si può accedere solo se in possesso di peculiari caratteristiche e/o parametri, in un contesto di ordinarietà. Non si tratta di Psr. La crisi è vissuta da tutti, e noi, proprio noi, non possiamo creare ulteriore difficoltà o “concorrenza sleale” al comparto. Ponete, poniamo rimedio.

Il messaggio sarebbe devastante e per comprensibile similitudine medesime ansie e preoccupazioni cadrebbero su altre opportunità, come la cassa integrazione in deroga che, come ben sappiamo, ancora galleggia, senza trovare un porto sicuro, per scaricare l’agognato carico di speranza e di viveri.