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18 giugno 2020

Ulteriori misure in materia di cassa integrazione. Proroga di termini in materia di reddito di emergenza e di emersione di rapporti di lavoro. D.L. n.52/2020

Si rende noto che con il decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 16 giugno 2020, il Governo interviene nuovamente sulle norme speciali in materia di cassa integrazione emanate nei mesi scorsi per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 (d.l. n.18/2020 e d.l. n. 34/2020) e dispone la proroga dei termini per la presentazione della istanza di emersione dei rapporti di lavoro e di richiesta del reddito di emergenza disciplinati dal cd. “decreto-rilancio” (d.l. n. 34/2020).

Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale, assegno ordinario FIS e cassa integrazione in deroga (Art. 1)

L’impianto normativo in materia di ammortizzatori sociali connesso all’emergenza epidemiologica da Covid-19 è stato oggetto di ripetuti interventi che hanno modificato termini, procedure e platee di riferimento. La materia è stata trattata dapprima con il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e, successivamente, con il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, il cui iter di conversione in legge non è ancora concluso. Il quadro d’insieme dei provvedimenti viene ora ulteriormente modificato con il decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52, in commento, entrato in vigore il 17 giugno 2020.

Il primo comma dell’art. 1 modifica nuovamente la speciale disciplina della cassa integrazione ordinaria, dell’assegno ordinario FIS e della cassa integrazione in deroga con causale COVID-19 per riconoscere, ai datori di lavoro che abbiano già fruito per intero delle prime 14 settimane di trattamento di integrazione salariale, la possibilità di usufruire di ulteriori 4 settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre 2020.

Si ricorda in proposito che, da ultimo, il decreto-legge n. 34/2020 aveva stabilito che i trattamenti per sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica possono essere richiesti per un massimo di 18 settimane, di cui 9 settimane più ulteriori 5 (che possono essere richieste solo dopo avere consumato le prime 9) fruibili nel periodo 23 febbraio-31 agosto 2020 e le restanti 4 settimane fruibili nel periodo 1° settembre-31 ottobre 2020 (cfr. circolare confederale a firma del DG n. 312 del 27 maggio 2020).

Rispetto a tale schema, la nuova norma in commento prevede in sostanza che i datori di lavoro che abbiano fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga per l’intero periodo precedentemente concesso, fino alla durata massima di quattordici settimane, possono fruire di ulteriori quattro settimane anche per periodi decorrenti prima del 1° settembre 2020.

Resta ferma la durata massima di diciotto settimane, considerati cumulativamente i trattamenti riconosciuti.

Il secondo comma dell’art. 1 del d.l. n. 52/2020 interviene nuovamente sulla disciplina relativa ai termini di trasmissione delle istanze per i trattamenti di integrazione salariale che era già stata modificata dal decreto-legge n. 34/2020.

In particolare, l’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 52/2020, rivede i termini per la presentazione delle domande relative ai trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario FIS, Cassa integrazione agricola (CISOA) e Cassa integrazione in deroga.

Esso ribadisce che le domande devono essere presentate, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa e introduce tuttavia una disciplina transitoria per consentire un graduale adeguamento al nuovo regime.

Si prevede infatti che, in sede di prima applicazione della norma, i suddetti termini sono spostati al 17 luglio 2020 (trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore del decreto-legge n. 52/2020) se tale ultima data è posteriore a quella prevista per la scadenza dell’invio delle domande. Tale previsione si riferisce, in sostanza, ai periodi di sospensione o riduzione iniziati nel mese di maggio 2020.

Viene inoltre ampliato il termine per la presentazione delle istanze riferite ai periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020: queste infatti devono essere inviate, a pena di decadenza, entro il 15 luglio 2020 (in precedenza tale termine era fissato al 31 maggio 2020).

Indipendentemente dal periodo di riferimento, i datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori o omissioni che ne hanno impedito l'accettazione, possono presentare la domanda nelle modalità corrette entro 30 giorni dalla comunicazione dell'errore nella precedente istanza da parte dell'amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell'eventuale provvedimento di concessione emanato dall'amministrazione competente; la predetta presentazione della domanda, nella modalità corretta, è considerata comunque tempestiva se presentata entro il 17 luglio 2020 (trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto legge n. 52/2020).

Per quanto riguarda il termine per assolvere all’obbligo di inviare all’Istituto i dati necessari per il pagamento diretto dell’indennità al lavoratore, il decreto legge in commento dispone che la trasmissione dei dati debba essere effettuata entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione de provvedimento di concessione. Si ricorda che in precedenza il termine era fissato in 15 giorni dall’inizio del periodo di sospensione.

In sede di prima applicazione, i predetti termini sono spostati al 17 luglio 2020 (trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 52/2020). Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

Con l’occasione si rende noto che sulle novità relative ai trattamenti di cassa integrazione, l’INPS con il messaggio n. 2489 del 17 giugno u.s. ha fornito prime indicazioni sulle procedure da seguire per l’ottenimento delle indennità, sulle quali ci riserviamo di tornare con apposita comunicazione.

Modifica dei termini per la presentazione della domanda di Reddito di Emergenza (Art. 2)

Viene prorogato dal 30 giugno al 31 luglio 2020 il termine di presentazione delle domande per il Reddito di emergenza, in deroga a quanto previsto dall'articolo 82, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.

Modifica dei termini per la presentazione delle domande di emersione di rapporti di lavoro irregolare e di rilascio di permesso di soggiorno temporaneo (Art. 3)

Viene prorogato dal 15 luglio al 15 agosto 2020 il termine di presentazione delle domande di emersione di rapporti di lavoro con cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari e di rilascio di permesso di soggiorno temporaneo per i cittadini extracomunitari, in deroga a quanto previsto dall'articolo 103, comma 5, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.