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07 aprile 2021

CASSA INTEGRAZIONE COVID-19. DECRETO SOSTEGNI. PRIME INDICAZIONI INPS

Con il messaggio n. 1297 del 26 marzo u.s., l’INPS ha fornito prime indicazioni sulle novità introdotte in materia di integrazione salariale dal recente “decreto sostegni” che, come noto, ha ulteriormente ampliato e finanziato, rispetto a quanto previsto nell’ultima “legge di bilancio” (legge n. 178/2020, art. 1, c. 299-305), i trattamenti di integrazione salariale con causale COVID-19 per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa (decreto-legge n. 41/2021, art. 8).

Si ricorda in particolare che:

  • la cassa integrazione ordinaria (CIG) viene concessa per ulteriori 13 settimane nel periodo 1°aprile-30 giugno 2021 (la legge di bilancio aveva riconosciuto 12 settimane nel periodo 1° gennaio-31 marzo 2021);

  • l’assegno ordinario FIS viene concesso per 28 settimane nel periodo 1°aprile-31 dicembre 2021 (la legge di bilancio aveva riconosciuto 12 settimane nel periodo 1° gennaio-30 giugno 2021);

  • la cassa integrazione in deroga (CIGD) - che si applica anche ad impiegati e operai agricoli a tempo determinato - viene concessa per 28 settimane nel periodo 1°aprile-31 dicembre 2021 (la legge di bilancio aveva riconosciuto 12 settimane nel periodo 1° gennaio-30 giugno 2021);

  • la cassa integrazione ordinaria agricola (CISOA) - per impiegati, quadri e operai agricoli a tempo indeterminato - viene concessa per 120 giornate nel periodo 1°aprile-31 dicembre 2021 (la legge di bilancio aveva riconosciuto 90 giornate nel periodo 1° gennaio-30 giugno 2021).

La precisazione più importante contenuta nel messaggio INPS riguarda proprio il raccordo con le analoghe norme contenute nella citata “legge di bilancio”, considerato che il “decreto sostegni” non contiene un’espressa indicazione in proposito. L’INPS chiarisce infatti che gli ulteriori periodi di trattamenti di integrazione salariale riconosciuti dal “decreto sostegni” si aggiungono a quelle precedentemente concessi dalla “legge di bilancio” per il 2021, considerato che l’impianto normativo declinato dal decreto-legge n. 41/2021 non prevede l’imputazione ai nuovi periodi degli eventuali trattamenti di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi della richiamata legge n. 178/2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° aprile 2021.

Da ciò consegue, per quanto riguarda specificatamente il settore agricolo, che:

  • CISOA: le ulteriori 120 giornate di CISOA per operai e impiegati agricoli a tempo indeterminato si sommano alle precedenti 90, portando così a 210 il totale delle giornate CISOA-COVID utilizzabili nel 2021. Resta fermo che il primo periodo di novanta giornate previsto dalla legge di bilancio 2021, deve essere collocato entro e non oltre il 30 giugno 2021. Si ricorda in proposito le istruzioni operative per beneficiare delle novanta giornate di CISOA erano state fornite con circolare INPS n. 28/2021 che aveva formalizzato la nuova causale “CISOA L. 178/20”.

  • CIGD: le ulteriori 28 settimane di cassa integrazione in droga per operai e impiegati agricoli a tempo determinato si sommano alle precedenti 12, portando così a 40 il totale delle settimane di trattamenti in deroga COVID utilizzabili nel 2021. Resta fermo che il primo periodo di 12 settimane deve essere collocato entro e non oltre il 30 giugno 2021. Anche per la CIGD le istruzioni operative per beneficiare delle 12 settimane erano state fornite con la citata circolare INPS n. 28/2021 che aveva formalizzato la nuova causale “COVID - 19 L. 178/20”2.

L’Istituto previdenziale rinvia ad un successivo messaggio l’emanazione delle istruzioni operative per l’invio delle domande relative agli ulteriori periodi di integrazione salariale riconosciuti dal “decreto sostegni”.

Da ultimo si evidenza che il messaggio INPS richiama la previsione dell’articolo 8, c.5, del decreto-legge n. 41/2021 – il quale, come noto, introduce il flusso telematico denominato “UniEmens-Cig” per la trasmissione dei dati necessari al calcolo e alla liquidazione diretta delle integrazioni salariali da parte dell’INPS a partire da aprile 2021 (in luogo del modello SR41) – rinviando ad una circolare di prossima emanazione l’illustrazione delle conseguenti indicazioni operative, che consentano la gestione informatica del nuovo flusso.

Su tale questione Confagricoltura ha evidenziato le specificità del settore agricolo ed in particolare:

  • nel caso di CIGD per gli operai a tempo determinato l’eliminazione del modello SR41 deve essere accompagnata non solo da una modifica dell’Uniemens, ma anche dell’Unimens-Posagri;

  • nel caso di CISOA abbiamo chiesto l’eliminazione anche del modello SR43 e di ricomprendere le informazioni necessarie alla liquidazione delle prestazioni nel modello di domanda (SR33).

La questione è affrontata nel tavolo sulla riforma degli ammortizzatori sociali.