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Una costruzione ottimale di riserve d’acqua

Giu 24, 2022 | novità

Siena – Lunedì 20 giugno si è svolto il convegno online “La gestione della risorsa idrica”: serve una tutela adeguata per ridurre gli sprechi e puntare a una costruzione ottimale di riserve d’acqua

La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente e il Direttore UPA Siena, rispettivamente Nicola Ciuffi e Gianluca Cavicchioli, lanciano un messaggio molto deciso: “Agli agricoltori viene sempre chiesta la programmazione, cosa che invece manca. È questa la punta dell’iceberg”. Dopo la lettura di una nota inviata dal Sottosegretario di Stato al Ministero Transizione Ecologica, Vannia Gava, è stato visionato un video saluto della Vicepresidente Regione Toscana Stefania Saccardi, per la quale “è importante parlare dell’argomento sul piano del miglioramento tecnologico per avere ottimali riserve d’acqua”.

Obiettivo: risparmio idrico

La prima sessione ha accolto Alberto Prestininzi, Università La Sapienza e Direttore del CERI, che ha fatto notare come le Alpi e gli Appennini costituiscono un grande vantaggio: “rappresentano i serbatoi di acqua più importanti di Europa, un elemento che dovremmo prendere in considerazione quando programmiamo le attività”. Sarebbe opportuno inoltre costruire stoccaggi d’acqua di bacini artificiali e dighe per poter controllare il prelievo di acqua e ridurre gli sprechi. “Naturalmente il risparmio idrico è uno dei mainstream in cui dobbiamo inserirci” ha affermato Mauro grassi, Direttore Fondazione Earth and Water Agenda. “Il primo modo – ha continuato – è quello dell’utilizzo più efficiente, riutilizzare l’acqua reflua e trovare tecnologie che annaffiano quando c’è bisogno. L’altro elemento è quello di produrre maggior acqua: facendo invasi, dighe, accumulatori, predisporre contenitori nelle città di acqua piovana. A chiudere la prima sessione Francesco Cavazza, del CER, che ci ha raccontato come stanno sfruttando la multifunzionalità dell’infrastruttura per rispondere alle varie esigenze del territorio (esigenze agricole, industriali, civili e ambientali). “Per massimizzare il risparmio idrico abbiamo implementato un nostro sistema di supporto alle decisioni a livello territoriale per consorzi di bonifica che consente di distribuire acqua quando serve nei quantitativi adeguati e dove serve”.

Prima di agire è importante conoscere

Nella seconda sessione abbiamo ascoltato la testimonianza di Ercole Zuccaro, Direttore Regionale Piemonte, “abbiamo in anticipo problematiche che si rilevano di norma ad agosto” una conferma del periodo siccitoso che ci ha investito. Giovanni Caruso, Università di Pisa, ha spiegato che “parlando dei sensori per il monitoraggio dello stato idrico dell’olivo e del suolo, le tecnologie vanno adottate in scala, cioè quando abbiamo già una gestione razionale dell’oliveto”. Graziano Ghinassi, Università di Firenze, ha affermato che “sulla base dei nuovi studi sulla fisiologia della vite ci ha permesso di utilizzare la gestione degli stress in maniera tale da poter tener conto degli obiettivi produttivi e ottenere il prodotto desiderato”.

Imparare dalla situazione attuale per essere pronti in futuro

Durante la terza sessione abbiamo ascoltato Luca Testi, Istituto de Agricultura Sostenible Spagna, il quale ci ha parlato del modello OliveCan, strumento che verrà utilizzato per generare applicazioni che non sono altro che modelli semplificati: “uno è fatto ad acqua e uno a carbonio. In quello ad acqua si considerano le piogge, ruscellamento, l’infiltrazione, l’evaporazione diretta dal suolo bagnato. Mentre la parte di carbonio si occupa della distribuzione di questo carbonio nelle varie parti della pianta”. Poi, Ofer Sachs, Ceo Herzog Strategic, ci ha raccontato come Israele, una nazione ai margini del deserto, riesca a fare produzioni di qualità lavorando praticante solo con acqua dissalata. “Gli italiani non dovrebbero subire ciò che sta accadendo, ma dovrebbero sfruttare la situazione per creare opportunità future”.

E’ tempo di agire

Nel corso della tavola rotonda politica è intervenuto Tullio Patassini, Lega, che ha affermato che “oggi dovremmo dare più disponibilità ai sindaci e alle pubbliche amministrazioni territoriali di poter attuare velocemente le questioni essenziali che riguardano il nostro territorio, su questo dobbiamo favorire l’attività dei consorzi agrari e di bonifica e di coloro che intervengono nella tutela e nel percorso di gestione delle acque”. Susanna Ceccardi, Lega, in merito all’argomento ha sostenuto che “sono previsti rilevanti interventi sul dissesto idrogeologico, investimenti che si pongono l’obiettivo di rendere più costante la disponibilità di acqua per l’irrigazione, aumentando la resilienza dell’agro sistema ai cambiamenti climatici”.

Ivano Valmori, AgroNotizie, moderatore dell’evento, ha chiamato poi Marcello Pagliai, Accademico dell’Accademia dei Georgofili, a trarre le conclusioni, affermando che “la percezione dell’importanza del suolo ce l’hanno solo gli agricoltori, quindi l’opinione pubblica e i decisori politici amministrativi devono prendersi carico di questa risorsa che non è rinnovabile ed è quella che ci dà il 95% di cibo che mangiamo”.

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