Con messaggio n. 2581 del 27/06/2022 l’INPS rende noto di aver comunicato, in data 20 giugno 2022, gli esiti delle istanze  di esonero contributivo per il mese di febbraio 2021 per le imprese appartenenti ai settori agrituristico e vitivinicolo (incluse le aziende produttrici di vino e birra), riconosciuto dall’art. 70 del D.L. n. 73/2021, convertito dalla L. n. 106/2021.

Si ricorda che per i datori di lavoro – come già avvenuto per i precedenti esoneri COVID – la comunicazione è stata effettuata a mezzo PEC o posta elettronica ordinaria. Inoltre, per i datori di lavoro agricolo che versano la contribuzione agricola unificata, gli importi esonerati, distinti per categoria (OTI e OTD), trimestre di competenza ed emissione di riferimento sono stati resi noti con specifica news individuale.

Il messaggio INPS precisa che per i datori di lavoro agricolo che occupano operai gli importi richiesti in domanda, nei casi in cui risultavano superiori a quelli tariffati dall’Istituto, sono stati rimodulati in diminuzione. Come si ricorderà, infatti, poiché il campo relativo all’importo dell’esonero spettante non era precompilato dal sistema informatico, era stata data la possibilità di indicare un importo (superiore) coincidente con la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro.

Invece per i lavoratori autonomi agricoli gli esiti delle domande e l’importo dell’esonero autorizzato sono stati resi disponibili nei canali di “Comunicazione bidirezionale” e, con specifica news, è stato comunicato altresì l’importo autorizzato per il mese di febbraio 2021 con riferimento alla prima rata dell’emissione 2021.

Il versamento della contribuzione dovuta eccedente l’importo autorizzato, deve essere effettuato entro 30 giorni dalla predetta comunicazione INPS, e cioè entro il 20 luglio 2022.

Sebbene il messaggio INPS non lo indichi espressamente, per i datori di lavoro agricolo che occupano operai il pagamento dovrà avvenire utilizzando la codeline originale del primo trimestre 2021, depurata dell’importo dell’esonero di febbraio 2021 riconosciuto dall’INPS (oltre che, qualora spettante, di quello relativo a gennaio 2021 in virtù di quanto previsto dagli artt. 16 e 16 bis della legge n. 176/2020).

È sempre possibile, inoltre, portare in compensazione le maggiori somme versate nel caso in cui la contribuzione sia stata invece regolarmente versata nei termini originari. Per i datori di lavoro che occupano operai la compensazione, come di consueto, dovrà avvenire rivolgendosi alla sede INPS territorialmente competente per ottenere la riemissione del modello F24 del trimestre su cui si intende operare la compensazione.

Per quanto riguarda invece le aziende che occupano altre categorie di dipendenti (impiegati, quadri e dirigenti agricoli), l’INPS attribuirà centralmente – in caso di esito positivo – il codice di autorizzazione “8J” per il periodo giugno-agosto 2022 (ultimo mese utile per la fruizione della misura nelle denunce contributive).

I datori di lavoro interessati dovranno quindi esporre nel flusso Uniemens il beneficio spettante relativo alla mensilità di febbraio 2021, valorizzando il codice causale di nuova istituzione “L556” e indicando il relativo importo, nella prima denuncia utile ed entro quella del mese di competenza agosto 2022.

Qualora la capienza disponibile non si esaurisca nel mese di agosto 2022, nello stesso mese potrà essere esposto il complessivo importo residuo.

Per quanto riguarda infine i lavoratori autonomi agricoli, qualora la contribuzione relativa alla prima rata 2021 sia stata sospesa, il pagamento del residuo (al netto dell’esonero per febbraio 2021 e, ove spettante, per gennaio 2021) dovrà essere effettuato entro il 20 luglio 2022, utilizzando la codeline originaria. Qualora invece la prima rata 2021 sia stata interamente pagata, la compensazione sulle rate 2022 potrà essere richiesta con le consuete modalità alla sede INPS territorialmente competente.

Il messaggio INPS ricorda che è possibile presentare istanze di riesame degli esiti delle domande di esonero

contributivo di cui all’articolo 70 del decreto-legge n. 73/2021, tramite posta elettronica certificata, alla Struttura territoriale competente entro 30 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del messaggio INPS medesimo.