La legge 30 dicembre 2018 n. 145, articolo 1, commi 666 e 667, stabiliva  l’istituzione di un catasto delle produzioni frutticole nazionali. Obiettivo principale quello di contribuire alla competitività e allo sviluppo del settore ortofrutticolo nazionale, mediante una efficiente gestione delle informazioni sulle superfici e sulle produzioni frutticole, nonché di favorire un corretto orientamento produttivo al mercato, con conseguente riduzione dei rischi di sovraproduzione e di volatilità dei prezzi. Inoltre stabiliva che, con decreto del Mipaaf, venissero definiti criteri e modalità di realizzazione del catasto.

A fine maggio scorso il Mipaaf ha definito il decreto ed ha ritenuto opportuno istituire, oltre il catasto frutticolo, anche il catasto olivicolo. Il Ministero ha ritenuto di dare applicazione alle disposizioni contenute nella legge 30 dicembre 2018 n. 145 anche per il settore dell’olio d’oliva e delle olive da tavola in quanto con il Reg (UE) 2115-2021 ed il Reg. delegato (UE) 126-2022 i programmi operativi del settore olivicolo sono assimilati a quelli del settore ortofrutticolo.

Il nuovo decreto stabilisce dunque modalità e condizioni per l’iscrizione delle superfici frutticole ed olivicole nei rispettivi catasti nazionali, l’impianto degli schedari e anche la gestione e l’aggiornamento dei dati contenuti nei catasti.

I catasti sono parte integrante del Sistema Informativo Territoriale e sono implementati tramite strumenti geo-spaziali.

L’unità elementare del catasto è la parcella ed è caratterizzata da diversi elementi di base come l’identificativo del conduttore, i legami associativi, la superficie della parcella, etc.. e da numerose informazioni agronomiche (caratteristiche dell’impianto, forma di allevamento prevalente, presenza di impianti di irrigazione e strutture di protezione, etc..). Si pone in evidenza che, per entrambi i settori, le informazioni richieste sono molto più dettagliate di quelle oggi inserite a fascicolo.

AGEA Coordinamento provvede al primo impianto dello schedario frutticolo e olivicolo sul territorio nazionale sulla base del SIPA (sistema di identificazione della parcella agricola), dei dati costituitivi del Sistema Integrato di Gestione e Controllo (SIGC) e del contenuto dei fascicoli aziendali degli Organismi Pagatori.

L’integrazione e la validazione dei contenuti dello schedario sono in capo al produttore, attraverso specifici servizi messi a disposizione da AGEA Coordinamento nell’ambito del SIAN.

L’aggiornamento del catasto verrà curato dagli Organismi Pagatori.

Si pone in evidenzia che la superficie iscritta a catasto e le informazioni in esso contenute costituiscono elemento di riferimento per qualsiasi dichiarazione, comunicazione o procedimento amministrativo e rappresentano presupposto inderogabile per accedere alle misure strutturali e di mercato, ai sensi della normativa comunitaria, nazionale e regionale.

Infine, si precisa che il decreto è stato pubblicato sul sito del Mipaaf ed è già entrato in vigore dal giorno successivo alla sua pubblicazione anche se è ancora in corso di registrazione presso gli organi di controllo.

Decreto_Istituzione_catasto_frutticolo