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Danni da fauna selvatica e attività agricola

Set 14, 2022 | novità

Considerazioni e spunti della puntata 14 di Nel campo dell’attualità

È stato questo il tema della quattordicesima puntata di Nel campo dell’attualità, la trasmissione a cura dell’Unione andata in onda lunedì 12 settembre. La Regione Toscana ha recentemente diramato una bozza su come stabilire e definire i danni da fauna selvatica. Un argomento di cui si parla da tanto tempo, ma che però non viene mai risolto veramente. Un problema sottovalutato, che cresce di giorno in giorno e che ha tutta una serie di conseguenze negative soprattutto in Toscana, dove si registra una densità di ungulati superiore di quattro volte alla media nazionale. Un’emergenza non più tollerabile che rappresenta una vera e propria piaga economica per il settore rurale, anche in provincia di Siena dove il comparto agricolo conta oltre 12.127 dipendenti.

Recintando ogni produzione agricola – ha affermato il direttore di Upa Siena Gianluca Cavicchioli – il nostro territorio perderebbe quella peculiarità che tutto il mondo ci invidia. Non dobbiamo inoltre dimenticare che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato che quindi se ne deve curare. La richiesta danni è estrema ratio, ma non possiamo farla passare come una istanza dell’agricoltore, bensì come un atto dovuto”.

L’obiettivo a cui si deve mirare – ha detto l’avvocato Calugi intervenendo sul tema del danno – è quello di parlare di risarcimento e non di indennizzi. L’agricoltore deve poter fare il proprio lavoro ottenendo un rimborso di quello che sarebbe stato il suo guadagno, se quel danno non fosse stato causato.”

Per come stanno le cose – ha affermato Venturini – attualmente fare una perizia come si deve è praticamente impossibile. Ci vorrebbe più linearità, velocità e meno burocrazia che rende tutto più complicato, soprattutto per l’ottenimento dell’indennizzo, ma anche perché si aumenta la possibilità che quel danno si aggravi per ulteriori ‘attacchi’ dagli ungulati.”

Il Professor Apollonio, facendo notare come in alcuni paesi europei il problema possa divenire un’opportunità, ha ribadito la necessità di programmare e di applicare la normativa per gestire al meglio la situazione. “Manca il pragmatismo, un intervento funziona se tempestivo – ha detto. Dovremmo essere meno ideologici e più concreti e più tecnici nel gestire le cose. La velocità di esecuzione di qualsiasi misura di prevenzione è il primo elemento necessario.”

Ti sei perso la puntata e vuoi rivederla? Ecco di seguito il video.