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Roberto Di Pietra, il nuovo Rettore dell’Università di Siena si presenta all’Unione

Set 26, 2022 | Apertis Verbis, novità

Roberto Di Pietra, Professore ordinario in Economia Aziendale presso il Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici, succedendo a Francesco Frati, sarà il nuovo Rettore dell’Università degli Studi di Siena per i prossimi sei anni accademici, dal 2022 al 2028.

Pregiatissimo Professor Roberto Di Pietra,

a brevissimo inizierà questo nuovo percorso professionale, centrale per il nostro territorio e per tutto il mondo Universitario.

Ma chi è Roberto Di Pietra?
Sono ex studente dell’Università di Siena, laureato in Scienze Economiche e Bancarie. Ho conseguito poi a Pisa il titolo di ricerca e dottorato. Ho proseguito nell’Università de L’Aquila come professore associato. Ho fatto poi ritorno a Siena, dove ho maturato la mia carriera professionale. Sono qui dal 1985. Conosco bene la città e le sue dinamiche. Questo ha contribuito alla mia formazione e  ha permesso di stabilire buonissime relazioni. Spero di poter contribuire per Siena e anche e soprattutto per l’Università, un’istituzione che coniuga tradizione ed assoluta professionalità.

Alla fine del 2028 cosa si aspetta di aver realizzato?
E’ mia convinzione che i cambiamenti si fanno nel tempo e con il tempo. Credo infatti che bisogna ragionare almeno su un decennio. L’ateneo deve far crescere il numero degli studenti da attrarre, dobbiamo ampliare la ricerca, definire nuovi poli, come per le scienze biologiche e per le eccellenze del settore agricolo, turistico e dei beni colturali. Senza dimenticare la vocazione storica dell’Università. Oltre a questo, è mio intendimento far crescere il nostro ‘impatto’ sul territorio  ove è presente  ed opera l’ateneo”.

La nostra Unione ha sempre trovato ascolto e condivisone nelle vostre stanze. Il comparto ha un peso rilevante non solo per la Provincia ma anche per la Regione. Insomma eccellenze, sempre desiderose ed affamate di innovazione e studio. Ci sono progetti?
Vogliamo intensificare la nostra presenza ed attività in questo comparto. Rammento qui Agribusiness, ideato proprio per creare delle figure professionali ad hoc per l’agricoltura. Vediamo e riscontriamo ottimi risultati.  Ricordo che per scelta Ministeriale vi sono importanti risorse del PNRR per l’agritech. Quindi forte impulso per nuove tecnologie sull’agricoltura. Ottima opportunità di fare ricerca, ma anche una strada preziosa e premiante.  Vogliamo essere concreti ed iniziare a vedere risultati già dopo tre anni. Insomma dobbiamo toccare i risultati.

Giusta attenzione anche al comparto vitivinicolo, conosciuta punta di diamante del territorio. Come vedono l’Università di Siena gli studenti?
Nonostante i due anni di pandemia, l’Università di Siena è attrattiva non solo dai territori limitrofi. Rimaniamo punto di riferimento. Dobbiamo migliore le condizioni di vita e di studio degli studenti per rafforzare questi intendimenti. Non dobbiamo calare l’attenzione.

Cosa si aspetta dall’Unione Agricoltori?
Mi aspetto la capacità di lavorare e collaborare insieme. Un coinvolgimento anche per le cose prima rammentate. Abbiamo comune interesse sul settore. Una sinergia a vantaggio di tutti. Sono certo che avremmo opportunità per sostanziare queste forme di collaborazione durevoli nel tempo.

Cosa ci ha lasciato la pandemia?  Sicuramente un modo di fare e reagire ancor più rapido e feroce. Siete, sarete pronti?
Momento delicato e complicato. Tuttavia l’Università ha ben risposto. Ha lavorato ed a operato sempre e comunque. Il Rettore Frati lo ha ribadito: abbiamo tenuto esami e corsi senza detrimento alcuno; sostanzialmente eguagliato tempi pre-pandemia. Si è imparato a velocizzarsi e non era poi così scontato. Un concetto e metodo che abbiamo appreso e messo a regime. Non possiamo sostituire la presenza, ma questa nuova modalità ci servirà per ottimizzare le nostre operatività.

Nel panorama nazionale per cosa ci distinguiamo?
Siamo una Università di medie dimensioni che attrae anche studenti dall’estero. Organizziamo corsi di studio in lingua inglese che vedono la partecipazione di oltre 1500 studenti. Ci siamo internazionalizzati.  I poli di eccellenza come quello del biotecnologico e quello della robotica sono premianti ed attrattivi.

Una cosa che proprio non tollera ed il sogno nel cassetto?
Sono tollerante ma quello che ritengo fondamentale nei rapporti è la serietà e la consapevolezza di quello che facciamo; diversamente perdiamo credibilità e certezze. Più che sognare vorrei consegnare un ateneo al temine del mio mandato che si è accresciuto e si è consolidato. Insomma, più che un sogno un tangibile obiettivo.

Abbiamo terminato, grazie per la preziosa disponibilità ed attenzione. L’aspettiamo e buon lavoro.

Il Direttore
Gianluca Cavicchioli

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