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Buona la prima per l’Unione Provinciale Agricoltori di Siena al Food&Science Festival

Ott 4, 2022 | novità

Cavicchioli: “Il nostro un contributo considerevole in un crocevia di idee e visone futura che è bene prezioso per il nostro comparto e non solo”

Anche l’Unione Provinciale Agricoltori di Siena tra i protagonisti del Food&Science Festival, la tre giorni di divulgazione a tema alimentazione e scienza promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da FRAME-Divagazioni scientifiche e organizzato da Mantova Agricola. Giunto alla sesta edizione, il festival oltre a confermarsi un’importante cornice di scambio ed arricchimento per acquisire nuove consapevolezze necessarie a scegliere come affrontare le sfide che ci aspettano, rappresenta per Upa Siena l’inizio di una nuova e stimolante collaborazione.

«La partnership messa in campo quest’anno con l’Unione Provinciale Agricoltori di Siena – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantovaè un elemento che ha arricchito notevolmente il programma del nostro Festival. I due appuntamenti organizzati, dedicati a temi fondamentali per il settore agricolo come la gestione delle risorse idriche e il recupero di materiali considerati scarti, hanno radunato un numeroso pubblico, estremamente interessato ad approfondire questi aspetti, fondamentali anche nella vita di tutti i giorni. Auspico che questa bella collaborazione possa proseguire nel tempo, e trovare continuità già nella prossima edizione del nostro Food&Science Festival, in programma a maggio 2023. Ringrazio il presidente Nicola Ciuffi e il direttore Gianluca Cavicchioli per aver voluto essere parte dell’edizione 2022, sicuramente la prima di molte».

Fin dalla prima edizione del Food&Science Festival, uno degli obiettivi che, insieme a Confagricoltura Mantova, ci siamo posti come curatori è stato quello coinvolgere le altre provincie agricole italiane, per favorire lo scambio di esperienze e la condivisione e la collaborazione rispetto alle sfide che il settore agroalimentare italiano deve affrontare – spiegano i curatori del Festival, il gruppo FRAME – Divagazioni scientifiche. Il Food&Science Festival, grazie a questi due incontri realizzati insieme agli agricoltori senesi, conferma così la sua capacità e ambizione di presentarsi a livello nazionale come la piattaforma di riferimento per favorire il confronto e il dialogo tra il mondo agricolo e quello della scienza e della comunicazione scientifica”.

 “Coltiviamo ma guardiamo al futuro, del resto come è sempre stato – commenta Gianluca Cavicchioli, direttore Unione Provinciale Agricoltori di Siena. Gli agricoltori non hanno bisogno né di incentivi né di severe indicazioni per mettere in atto innovazione e tutele dell’ambiente. Esiste da sempre nel nostro Dna, ma a noi piace molto la politica del fare e quindi ecco il perché della nostra partecipazione al Food & Science dove abbiamo voluto stimolare la discussione su due argomenti basilari che sono nelle nostre missive da tempo. In campagna non si butta via niente, da sempre. E senza acqua né si vive né si coltiva. Abbiamo avuto il coraggio di entrare nel merito vero delle cose, con il buonsenso e la praticità che tanto piacciono ai nostri agricoltori. In un contesto prezioso e lungimirante – conclude Cavicchioli – Upa Siena ha partecipato grazie all’intervento di illustri ed autorevoli relatori come il Professor Claudio Rossi e il Dottor Mauro Grassi ai quali vanno, non da ora, sinceri ringraziamenti per la loro vicinanza ed immensa professionalità”.

“La transizione verso un’economia circolare richiede cambiamenti nell’organizzazione agricola e agroindustriale, includendo i processi di recupero dei sottoprodotti finalizzati all’aumento della produttività delle risorse – spiega il Professor Claudio Rossi, Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia, Università di Siena. A Mantova si sono analizzate nuove modalità per ‘progettare’ il recupero degli scarti delle produzioni agricole e agroindustriali attraverso la valorizzazione dei costituenti antiossidanti e nutraceutici ottenuti da ciò che in precedenza era considerato un prodotto residuale. Scarti che in molti casi permettono di ottenere prodotti o ingredienti i cui valori economici superano spesso di ordini di grandezza il valore economico della produzione primaria. Nel corso dell’incontro sono stati inoltre analizzati i protocolli sperimentali per l’analisi dell’origine geografica delle produzioni agricole e agroalimentari. L’accettazione internazionale di questi protocolli è dovuta agli univoci risultati ottenuti negli ultimi venti anni, ed è basata su misure di tipo spettroscopico, spettrometrico e cromatografico. Nel protocollo illustrato l’insieme dei dati sperimentali sono studiati con metodi computazionali per l’identificazione degli areali geografici delle produzioni agricole. Questa – conclude Rossi – è anche una delle finalità del CN2-AGRITECH, del PNRR e specificamente dello Spoke9, coordinato dall’Università di Siena attraverso il Santa Chiara Lab”.

 “L’evento di Mantova – aggiunge Mauro Grassi, direttore della Fondazione Heart and Water Agenda – è stata l’occasione per parlare dell’acqua come risorsa per lo sviluppo sostenibile del paese, tradizionalmente abbondante in Italia in termini di precipitazioni, ma in alcune stagioni e in alcuni territori talvolta deficitaria.  Il cambiamento climatico acuisce questo problema e rende la disponibilità più critica. Occorre dunque puntare ad un Piano Nazionale per fare più investimenti e quindi più infrastrutture. Solo così l’Italia può adattarsi alle nuove sfide poste dal cambiamento climatico già oggi in atto”. 

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