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Detto Fatto, serviti gli ecoschemi

Ott 5, 2022 | novità

Interessante iniziativa quella tenutasi lunedì 26 settembre nella nostra rubrica “Detto e Fatto” in live streaming. Il tema degli ecoschemi ha incuriosito gli spettatori che hanno seguito l’intero e corposo programma.

Si è così sostanziato un connubio fra Confagricoltura e l’Unione di Siena. Evidenziato anche dal saluto del Direttore Generale Annamaria Barrile. Dobbiamo mettere a sistema ed ottimizzare le nostre risorse in favore delle nostre numerose iniziative sindacali ed a supporto delle aziende agricole. L’auspicio è che questi momenti siano sempre più numerosi e coinvolgano anche altre realtà.

Un quadro generale su come si sta evolvendo la complessa materia a livello europeo è stato oggetto dell’intervento del Dr.  Roberto Berutti, membro di gabinetto del commissario per l’agricoltura e sviluppo rurale. La complessità delle dinamiche europee trova comunque maggiore attenzione e flessibilità anche in ordine alle paventate necessità del sistema e dei nostri fabbisogni. Insomma netta vicinanza e ben chiari gli obiettivi da centrare.

Il mai dimenticato Dr. Ermanno Comegna, già dirigente Confederale, ha dato tangibile testimonianza di come ancora e forse più che mai ci sia una forte demarcazione burocratica sulle nuove proposte della politica agricola comunitaria. Questi condizionamenti rischiano di allontanare l’agricoltore dai previsti impegni, come per gli ecoschemi, rivolti essenzialmente verso intendimenti ed obiettivi di ecosostenibilità.

L’impresa deve rimanere al centro e non in subordine.

Impeccabile e chiarissima l’esposizione del Prof. Frascarelli circa la descrizione dei cinque ecoschemi. Davvero puntuale l’esposizione, con dovizia di particolari e analitici conteggi. L’agricoltore, per quanto possibile, può iniziare le sue valutazioni seppur in assenza delle circolari esplicative, ma le direttive sembrano chiare.

La valutazione di Confagricoltura, nell’intervento di Lenucci, è stata netta e ben leggibile. Non siamo contenti, non siamo soddisfatti. L’impresa, l’imprenditore deve rimanere al centro della politica agricola. Certamente il comparto agricolo, ma da sempre è così, si sovrappone e si interseca con uno strato e con un territorio ricco di interessi e volontà che in alcuni casi confliggono, ma queste spigolature si possono agevolmente superare con buon senso e con capacità di attenta lettura. La prima sentinella dell’ambiente è e rimane l’agricoltore. Le valutazioni, le decisioni del legislatore devono essere scevre da sentori modaioli che ben poco hanno a che vedere o fare con l’ambiente.

D’indubbio interesse la testimonianza di cosa succede oltralpe. I cugini francesi sempre una spanna avanti a tutti. Sono già operativi, senza ritardi né sbavature. Sembrano di un altro pianeta. Sono sinergie importanti che aiutano, che stimolano, l’intero sistema ed utilissimo confronto con chi già è nel merito.

La seconda sessione ha avuto un “taglio” più politico sindacale. I professori: Toschi, Brunori, Canali e Prestininzi hanno toccato vari argomenti e problematiche conseguenti alla discussione della prima sessione.

Da qui l’indubbia importanza di come la Pac possa condizionare non solo il settennato di riferimento ma anche il prossimo futuro. La rigidità del sistema mal si concilia con i tempi e le necessità così come è imprescindibile che rimanga centrale l’attività agricola. Così Canali ribadisce i suoi intendimenti.

Brunori ha ribadito l’importanza vera dell’innovazione. Baricentro della crescita sostenibile e variegata. Ma deve essere vista non come un’imposizione ma come un utile strumento leva dello sviluppo e dell’evoluzione anche aziendale.

Toschi ha evidenziato come ci sia assoluta necessità di dare un nuovo posizionamento all’importante settore agricolo. L’agricoltura è di per sé crescita e tutela ambientale. Ma questo è un riconoscimento atavico, è così da sempre. Gli agricoltori hanno quel sentore che sfugge a molti, a troppi. Ci vuole coraggio e soprattutto chiarezza nelle scelte, non più procrastinabili.

Prestininzi ha ribadito l’assoluta importanza di una comunicazione che deve seguire fedelmente i dati e la conoscenza. Non abbiamo bisogno né di annunci catastrofici né di pensare che la causa dei nefasti comportamenti del clima sia opera e causa dell’uomo. Semplicemente non è così.

I fatti, non dimostrano questa discutibile ipotesi. Non è possibile né tollerabile che un’informazione distorta, frutto di un ben congeniato disegno, condizioni l’opinione pubblica e soggioghi un settore a precorre strade irte di ostacoli e neghi ad esso buonsenso e salvaguardia.

Ti sei perso l’evento in diretta? Qui di seguito puoi rivedere entrambe le sessioni.

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