Cavicchioli: “Gestione faunistica insufficiente, carenza di interventi nelle Riserve Naturali e aziende impossibilitate ad operare. Se i territori sono di interesse collettivo gli oneri gestionali non possono essere posti in capo solo alla singola azienda”.

Davvero una puntata stimolante e prodiga di interessanti spunti quella di Nel campo dell’attualità trasmessa in diretta ieri, 7 luglio, sui canali social dell’Unione provinciale agricoltori di Siena.
Al centro dell’iniziativa, la questione molto dibattuta delle Riserve naturali e dei siti di Rete natura 2000.

“Questi territori – ha commentato a termine dell’iniziativa il direttore Upa Siena, Gianluca Cavicchioli – sono di fatto zone franche, rifugio di ungulati ove non è possibile fare alcun intervento sui corsi d’acqua, ancorché necessario e previsto. Sventolando l’importanza e la salvaguardia della biodiversità, le aziende si trovano impossibilitate ad operare, con limitatissima libertà d’impresa e con remotissime possibilità di essere ristorati dai danni ricevuti. Eppure queste aziende erano lì da tempo immemore; il legislatore ha fatto calare la scure delle riserve naturali e di Rete natura 2000, rimarcando quanta fortuna avessero avuto in questa sventurata estrazione. Almeno così si leggeva nella delibera provinciale d’istituzione di questi siti. Sono anni che chiediamo risposte all’Assessorato competente, ma tutto tace. Ci sono norme e direttive che a quanto pare contano poco o meglio sono potenzialmente interpretabili”.

Anche per questo motivo l’Unione provinciale agricoltori, a marzo scorso, ha chiesto di essere udita dalla Seconda e Quarta commissione in Regione Toscana ed è ancora in attesa di convocazione.

“Se questi territori sono d’interesse collettivo – ha aggiunto Cavicchioli – crediamo che gli oneri gestionali dovranno essere necessariamente posti in capo alla collettività e non solo alla singola azienda che, nel frattempo, gode di limitatissima libertà d’impresa e deve sottostare anche a vincoli impegnativi e grevi rispetto alle consorelle che operano, fortunatamente, in territorio libero”.

Al termine dell’evento è stato proposto un tavolo permanente per affrontare periodicamente le moltissime questioni aperte: “Abbiamo convenuto sulla necessità che il buon senso prevalga nelle questioni che attengono all’ambiente – ha concluso Il direttore Upa. Se oggi il territorio senese è questo, è perché gli agricoltori, con tanta passione e giudizio, lo hanno governato nei secoli senza necessità alcuna di norme e vincoli lontani dalla realtà e dalla concretezza. Abbiamo chiesto nuovamente di poter essere rapidamente convocati in commissione e non ci stancheremo di proporre ancora il tema nelle prossime settimane”.

Sei vuoi sapere di più, rivedi la puntata.