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Gestione della fauna selvatica, flop della burocrazia

Gen 24, 2023 | novità

Secondo l’ultima direttiva è tutto da rifare: previste oltre 4.500 istanze da lavorare

Validità temporale dei decreti relativi ad interventi di controllo e contenimento su fauna selvatica?

Non impariamo mai. Eppure chi faceva gli stessi errori, una volta veniva apostrofato con vigore. Quante volte abbiamo sentito e letto mirabolanti manifesti contro la burocrazia? Abbiamo perso il conto. E quanti buoni propositi sull’eliminare cose non utili? Ne sono pieni i cassetti e la memoria. Eppure siamo ancora qua.

Tutti, ma proprio tutti, concordano sulla necessità di accorciare i tempi per “gestire” il problema della fauna selvatica.

Bastava poco per scongiurare o ridurre i danni alle nostre amate produzioni. Corse sfrenate contro il tempo, usurando computer e telefoni. Ma non è più così. Infatti gli agricoltori interessati agli interventi sul controllo della fauna selvatica, ergo tutti gli imprenditori agricoli, con il nuovo anno e grazie alle nuove disposizioni devono reiterare le loro istanze, speranzosi che vengano accolte in tempo.

Numeri? Eccoli. Nella nostra Provincia nell’anno erano state rilasciate oltre 1500 autorizzazioni. Con l’ultima direttiva, dovranno essere cancellate, reiterate e nuovamente autorizzate. Tradotto in numeri si arriva ad oltre 4500 istanze da “lavorare”.

Per giunta molte aziende contavano sulla validità triennale delle rilasciate autorizzazioni; oggi non è più così. Insomma oltre al danno la beffa, lavoro e perdita di tempo per tutti, dagli agricoltori alla collettività. Tanti costi in più da sostenere.

Tutto per questo per cosa? Un motivo ci deve essere per forza.

Cari agricoltori, noi e con forza, vi diciamo che non vedevamo alcun motivo di questa rivoluzione copernicana; anzi volevamo ridurre tempi e documenti. Ma non tutti la pensano così.

Si creerà così un grave problema agli Atc e alla Polizia Provinciale, per riattivare nuovamente i NUI alle Aziende Agricole. Gli Agricoltori saranno fortemente penalizzati dovendo nuovamente riformulare le domande su ARTEA. Si creerà anche confusione sulla validità del provvedimento. Infatti nel precedente periodo la durata era pari a tre anni. Oltre che una forte burocrazia che sarebbe stato utile e necessario evitare, magari con uno specifico provvedimento legislativo.

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